Le prime sessioni di prove libere corse sul tracciato dell’Albert Park a Melbourne hanno confermato una certa difficoltà nell’analizzare compiutamente quali siano i rapporti di forza in pista tra le varie scuderie (di sicuro non una novità assoluta, del resto sarebbe un po’ presuntuoso pensare di comprendere gli equilibri e le prestazioni globali dalle primissime sessioni di prove…). In altre parole, se una prima analisi porta ad immaginare una discreta competitività per Lewis Hamilton e una performance deludente in casa Williams, la situazione del resto del gruppo pare essere abbastanza fluida.




Entrambe le sessioni di prova sono state corse in condizioni di bel tempo, con la temperatura ambientale intorno ai 21 °C e la temperatura dell’asfalto in progressivo aumento fino ad un massimo di 44 °C, registrato durante sessione pomeridiana.

La presenza di condizioni meteo “standard” (anche in termini di vento) ha reso possibile, almeno nella prima sessione, un test aerodinamico supplementare per gli uomini della Toro Rosso, scesi in pista con la vernice fluorescente sul corpo vettura. Plausibilmente non sono stati gli unici ad utilizzare la prima sessione come “coda” dei test collettivi di Barcellona, con un programma meno finalizzato alla preparazione specifica del Gran Premio.

Genericamente parlando, le scuderie hanno incrementato la propria attività in pista nella fase pomeridiana, con Albon (Toro Rosso) e Raikkonen (Alfa Romeo Racing) stakanovisti del volante, autori di 40 giri a testa; durante la sessione mattutina è stato Norris (McLaren) ad inanellare il maggior numero di tornate, trentuno.

Si deve notare che, come spesso è successo in passato, gli uomini AMG Mercedes hanno impostato un programma differente rispetto alla concorrenza: sia i 63 giri complessivi di Bottas che i 59 giri di Hamilton sono stati suddivisi in maniera quasi equivalente su entrambe le sessioni. Possiamo dire che il programma di preparazione della scuderia anglo-tedesca sia stato, almeno in questa giornata, più consistente rispetto agli altri.

Tra le due sessioni, quasi tutti i piloti hanno coperto complessivamente una cinquantina di giri: per esempio entrambi i piloti Ferrari hanno messo assieme 53 tornate a testa. Nella seconda sessione di prove (nonostante le statistiche evidenzino come siano stati provati tutti i tipi di mescola disponibili) la totalità dei tempi migliori è stata registrata con le vetture su mescola soft (a banda rossa), mentre in mattinata i giri migliori dei piloti di Toro Rosso, Racing Point e Williams sono stati registrati con gomme medie (a banda gialla).

In entrambe le sessioni Lewis Hamilton è stato il più veloce, girando nettamente meglio rispetto al record ufficiale del GPV in gara di Michael Schumacher (1:24.125, datato 2004): considerando l’1:22.600 staccato dall’inglese nel pomeriggio, molto probabilmente il record in gara potrebbe essere agevolmente abbattuto, anche se le strategie della domenica potrebbero scrivere una storia diversa.

Si deve notare come in mattinata i primi cinque fossero racchiusi in meno di tre decimi, mentre nella sessione pomeridiana il divario sia andato ad ampliarsi considerevolmente, visto che Verstappen (terzo) è stato più lento di otto decimi rispetto alla migliore prestazione: questa eventualità pone ulteriori domande sull’effettiva comparabilità tra i programmi messi in pista sulle due sessioni dalle varie scuderie.

La nostra analisi del primo giorno di prove relativo al primo GP valido per il campionato 2019 porta alla formulazione di un’unica certezza: al momento la Williams rappresenta il fanalino di coda dello schieramento, con un distacco considerevole sia rispetto ai primi della lista, sia nei confronti della diretta concorrenza (in entrambe le sessioni la McLaren). Secondo Kubica la situazione è dovuta ai danni riportati sulla vettura e alla mancaza di parti di ricambio, ma è chiaro che ci sia qualcosa di più endemico che va ad influenzare negativamente le prestazioni della scuderia inglese.

In conclusione, possiamo dire che il primo giorno di prove a Melbourne ha confermato come la sfida al vertice sia con tutta probabilità confinata al “solito” trio AMG Mercedes – Ferrari – Red Bull (con i primi che sembrano avere a disposizione un vantaggio competitivo), come la Williams debba trovare il bandolo della matassa per risollevarsi nelle prestazioni e come la situazione a centro gruppo sia molto fluida. Le FP3, ma soprattutto le qualifiche daranno sicuramente un’indicazione più accurata su cosa aspettarsi per la gara.

Luca Colombo

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