La prima sessione di prove libere dell’anno presenta subito uno scenario serratissimo al vertice della classifica. Cinque piloti racchiusi in poco più di due decimi, con Lewis Hamilton che svetta in 1:23.599 precedendo per un soffio le due Ferrari di Vettel e Leclerc, a loro volta davanti a Verstappen e Bottas. Primo segnale di una lotta particolarmente equilibrata che regalerà maggiori indicazioni durante la seconda sessione, prevista per le 6:00 italiane.

La Mercedes con Hamilton chiude subito in vetta, ma la Ferrari sembra essere pronta per giocarsela ad armi pari nel venerdì di Melbourne che ha aperto il Mondiale di Formula 1 2019. A parità di gomme, il campione del mondo e i due ferraristi hanno girato nello spazio di soli 74 millesimi (e ben al di sotto delle prestazioni 2018), in attesa di capire quali potranno essere le indicazioni sul passo gara che emergeranno dalla sessione del pomeriggio australiano. Buoni riscontri anche da Verstappen e Bottas, mentre decisamente più in difficoltà è apparso Pierre Gasly, ben lontano dal gruppo di testa e preceduto da Raikkonen e Gasly.

Antonio Giovinazzi ha chiuso la sessione con l’11° tempo, pur essendo penalizzato nel proprio tentativo dall’esposizione della bandiera rossa, resasi necessaria per l’incidente occorso ad Albon in curva 2, con il rookie della Toro Rosso che ha impattato contro le barriere perdendo l’ala anteriore. Nei bassifondi della classifica la Williams, in evidente difficoltà con una vettura che appare decisamente lontana dalle prestazioni della concorrenza.

La cronaca. La prima sessione di prove libere dell’anno scatta con Kimi Raikkonen che è il primo pilota ad entrare in pista subito dopo l’accensione della luce verde. Cielo sereno a Melbourne con 32° sull’asfalto e 20° nell’aria, con un leggero vento che soffia a 4 m/s. I primi minuti vedono tutti i piloti effettuare il proprio installation lap, eccezion fatta per Grosjean che invece rimane in attesa ai box.

Dopo quasi 20′ di silenzio è Bottas a siglare il primo crono del week-end in 1:26.454, con i piloti che (ad eccezione delle McLaren di Sainz e Norris) sono in pista prevalentemente con gomme Soft e Hard. Kubica effettua subito una prima escursione arrivando lungo in curva 1, mentre Verstappen, Hamilton e Vettel si piazzano alle spalle del leader provvisorio Bottas. Primi guai per Hulkenberg, impossibilitato ad entrare in pista dopo l’installation lap. Davanti il confronto si fa più serrato, con i primi tre racchiusi nello spazio di 86 millesimi anche se Verstappen ha utilizzato la gomma Soft al contrario dei due Mercedes su media.

Bottas rientra in pista a poco più di mezz’ora dalla fine con mescola rossa, migliorando di ben otto decimi la propria precedente prestazione e siglando un perentorio 1:23.866 che abbassa la migliore prestazione cronometrica dello scorso anno nelle FP1. La leadership del finlandese dura poco, visto che Hamilton subito dopo si porta a 1:23.599, mentre è buona anche la prestazione di Verstappen, che si infila tra le due Mercedes con 1:23.792. La risposta delle Ferrari non si fa attendere, con Vettel e Leclerc che si portano rispettivamente a 38 e 74 millesimi dal leader.

La prima bandiera rossa della stagione è causata dal rookie Albon, che finisce a muro con la Toro Rosso in uscita da curva 2, perdendo l’ala anteriore. Dopo una breve sosta, Hulkenberg riesce a riprendere la via della pista, mentre Bottas è protagonista di un’escursione alla penultima curva dopo aver toccato l’erba con le ruote di destra in frenata. Williams in grossa difficoltà, con tempi molto alti ed un programma di lavoro che mira a recuperare parte del tempo perduto nei test di Barcellona. Nel finale Kvyat rientra ai box con una foratura, poco prima che la bandiera a scacchi sancisca la fine della sessione con Hamilton che chiude al top davanti a Vettel, Leclerc, Verstappen e Bottas.

Marco Privitera

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