Red Bull subito protagoniste nella prima sessione di prove libere del GP Abu Dhabi, ultimo round del Mondiale di Formula 1. Max Verstappen e Daniel Ricciardo hanno infatti monopolizzato le prime due posizioni della classifica, con l'olandese che ha ottenuto il miglior tempo in 1:38.431, precedendo l'attuale compagno (alla sua ultima gara con la scuderia di Milton Keynes) per quasi mezzo secondo. Per il momento Mercedes e soprattutto Ferrari sembrano aver nascosto le proprie armi, occupando rispettivamente la seconda e quarta fila "virtuale" dello schieramento e venendo separate dalla Force India di Ocon e dalla Haas di Magnussen.

Il momento magico della Red Bull sembra proseguire anche ad Abu Dhabi, almeno a giudicare dall’esito della prima ora e mezza di prove. Dopo il successo conquistato a Città del Messico e la (quasi) replica di Interlagos, Max Verstappen si è ancora uan volta issato in cima alla classifica, abbassando di circa sei decimi il miglior crono ottenuto lo scorso anno nella medesima sessione da Sebastian Vettel. L’impressione è che comunque gli avversari si siano occupati di una tipologia diversa di lavoro, soprattutto considerando i distacchi: l’olandese ha infatti rifilato un secondo alle due Mercedes di Bottas ed Hamilton, mentre ancora più lontane sono giunte le Ferrari, staccate di quasi due secondi dalla vetta con Raikkonen e Vettel. Un gap che ha consentito a Ocon e Magnussen di potersi inserire nelle posizioni nobili della classifica, con la Renault di Sainz e l’altra Haas di Grosjean a completare la top ten.

I vari team hanno utilizzato nel corso della sessione prevalentemente la mescola Hypersoft, ovvero la più performante di quelle messe a dispozione da Pirelli in questo week-end: Verstappen e Ricciardo si sono concentrati esclusivamente sul lavoro con gomma rosa, mentre Bottas ed Hamilton hanno effettuato dei long run comparativi rispettivamente con Supersoft e Ultrasoft. Il fresco cinque-volte campione del mondo si è però detto particolarmente insoddisfatto del set-up della propria monoposto, mentre il finlandese ha commesso qualche sbavatura nella prima chicane alle prese con un asfalto ancora poco gommato. A tal proposito, occorre sottolineare come i riscontri dal punto di vista degli pneumatici siano poco indicativi al momento, considerando che qualifiche e gara si svolgeranno al tramonto e dunque con temperature decisamente inferiori rispetto ai quasi 40° di oggi sull’asfalto.

La situazione dunque potrebbe decisamente cambiare, con la Ferrari che potrebbe tornare a recitare un ruolo da protagonista: dopo aver utilizzato la sessione anche per testare un’ala anteriore in grado di simulare i differenti valori di carico che si avranno nel 2019, la scuderia di Maranello si è limitata al lavorare prevalentemente su long run con tanta benzina a bordo. il distacco accumulato non deve quindi preoccupare, visto che la seconda sessione da questo punta di vista risulterà assai più probante e utile in ottica qualifiche e gara.

Per quanto riguarda gli altri, da segnalare un testacoda della Sauber di Ericsson in uscita da curva 1, con lo svedese che ha danneggiato l’ala anteriore della propria vettura contro le barriere prima di rientrare ai box, mentre Gasly ha accusato un problema al retrotreno nel finale che ha costretto i meccanici Toro Rosso ai box ad intervenire con gli estintori. Il nostro Antonio Giovinazzi ha chiuso con il sedicesimo tempo mettendosi alle spalle Ericsson, mentre Robert Kubica (fresco di promozione a titolare in Williams nel 2019) ha chiuso la lista dei tempi preceduto dalle McLaren di Vandoorne e Alonso.

Alle ore 17:00 italiane scatterà la seconda sessione di libere, che sarà possibile anche seguire grazie agli aggiornamenti in diretta sul nostro account Twitter @LiveGPit.

Da Abu Dhabi – Marco Privitera

 

fp1 abudhabi

 

 

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