La Formula 1 va in Ungheria nello storico circuito dell’Hungaroring, situato alle porte di Budapest, e tutta la capitale magiara mostra il proprio abito migliore per uno dei più importanti eventi annuali. Ormai il GP ungherese è una presenza fissa del Circus iridato fin dal 1986, edizione in cui vinse Nelson Piquet, e, nonostante il circuito tortuoso, si sono alternate battaglie epiche a edizioni più soporifere. Ma il Gran Premio è senza dubbio un volano per l’intera città che in questo weekend ospiterà numerosissimi tifosi che accorrono da ogni parte d’Europa, fino a far divenire la Perla del Danubio una vera e propria capitale interculturale.

 

La città negli ultimi anni ha subito una vera e propria evoluzione: passando da una tranquilla località, radicata nelle sue tradizioni gitane fatta di usi e costumi tramandati rigorosamente di generazione in generazione e ingiustamente schematizzati nel gulasch, nella paprika o nel Cimbalom, fino ad arrivare ad una metropoli dove regna la multiculturalità sia nelle tradizioni che nel cibo. Appena si scende a Deák Ferenc tér si è avvolti da un odore agrodolce: a fondersi è quello del tradizionale kürtöskalács con il ramen, senza dimenticare il kebab e l’immancabile pizza, segno che la globalizzazione ha fatto breccia anche in quest’angolo più volte represso dai vari regimi che si sono avvicendati fino a metà del Novecento. Alcune differenze le si possono constatare facendo un confronto fra Buda, la zona collinare, e Pest, la zona pianeggiante, con la prima ricca di contenuti storici e culturali e la seconda che affianca l’aspetto culturale con quello commerciale e del divertimento a negozi di lusso e locali pieni di gente e musica.

Ma come si prepara una grande città ad un evento così importante come un Gran Premio di Formula 1? Ovviamente vestendosi “a festa” e mostrando tutte le attrazioni che hanno reso famosa Budapest: dal Ponte delle Catene alla Piazza degli Eroi, dal Castello di Buda al Parlamento, senza tralasciare le famose terme, retaggio storico dell’antica colonia Romana. Anche il tifoso più giovane viene accontentato, con i numerosi locali disseminati sulle rive del Danubio, oltre a veri e propri eventi a tema F1 proprio per attirare il tifoso/turista creando un link di ciò che avviene in circuito. Inutile dire che i veri tifosi li si riconosce da lontano con le loro T-shirt e cappellini dei rispettivi piloti o team preferiti, sparsi in ogni angolo della città: in molti approfittano della F1 per visitare una delle mete più culturalmente attive e ricche di storia dell’Europa dell’Est, che, dopo i momenti bui del secolo scorso, si sta ritagliando il posto che merita diventando località ambita per molti turisti.

Complice la relativa vicinanza, la parte del leone la fanno i finlandesi che supportano i rispettivi beniamini Raikkonen e Bottas e che, per la gioia dei commercianti (ma un po’ meno dei residenti), prendono d’assalto pub, ristoranti e soprattutto supermercati per fare scorta di birra; stesso discorso vale per i sempre numerosi tedeschi spinti dal duplice, e contrastante, patriottismo Mercedes/Vettel; stranamente gli Orange di Verstappen sono ancora mosche bianche, ma evidentemente è ancora presto e il viaggio dall’Olanda è più lungo del previsto.

Ovviamente tutti i team stanno portando le loro carovane di piloti, ingegneri, tecnici, addetti ai lavori che andranno a riempire gli hotel del centro città e la speranza di molti è d’incrociare i loro beniamini proprio a spasso per le vie di Budapest. Il fine settimana più caotico per la capitale ungherese si sta avvicinando a grandi passi e noi la seguiremo minuziosamente, cercando di vedere anche cosa accade al di fuori dalle “mura” dell’Hungaroring.

Da Budapest – Michele Montesano

 

 

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